Si dice che Ilaria Benvenuti da piccola fosse sorridente, curiosa e fantasiosa.
La prima macchina fotografica che ricevette fu in occasione di una gita scolastica delle elementari: era una di quelle usa e getta.
“Che emozione, – racconta – tenere fra le mani un oggetto che mi permettesse di “fermare” per sempre un momento particolare, un luogo, un ricordo. Quando i miei genitori ritirarono le mie foto, trovarono anche scatti quasi incomprensibili di parti di una piazza. Me le porsero con lo sguardo stranito. Io le rimisi in ordine e ne uscì una foto panoramica! Non so se fosse talento ma di sicuro c’era creatività e problem solving”.
Da quella volta, la fotografia e Ilaria diventarono compagni di vita.
Presto cominciò a perdere i denti da latte e con loro arrivarono i soldi del topolino dei denti. Ci furono poi le famose bustine con i soldi in dono dai nonni per Natali e compleanni. Non importava se fossero monete o banconote tutto era utile per farle raggiungere il suo obiettivo: acquistare la mia prima macchina fotografica digitale
Quando infine si laureò a Bergamo in “Scienze e tecniche psicologiche delle relazioni interpersonali” iniziò le sue esperienze lavorative che spaziavano dal commercio, all’intrattenimento, dall’ambito educativo, alla cura della persona.
Dicono che nel mondo dei grandi, razionale e concreto, non ci sia spazio per la fantasia… Non è così: con la sua macchina fotografica al fianco, Ilaria è riuscita a ritrovare la bambina sorridente, curiosa e fantasiosa che, oggi, possiamo affermare produce anche libri fotografici per bambini.
