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Strani ospiti in solaio – Recensione di Patrizia Salutij

“Strani Ospiti in Solaio” di Maila Meini

“Io sono in grado di sentire gli estremi, il buio e la luce”, dice Malena nella premessa di questo libro che incuriosisce, poi interessa ed infine lascia con la bella sensazione di aver condiviso con l’autrice le sue esperienze di bambina e di donna. I suoi non sono vissuti comuni, almeno non alla maggior parte degli esseri umani. Anche perché non è detto che tutti possano farcela a reggere la responsabilità di un dono che è anche sacrificio. Malena è una sensitiva, e lo è fin da piccola.

Con il suo libro lei stessa si fa in due, proprio per poter superare la barriera che chiunque incontrerebbe nel raccontare di “strani ospiti” incontrati nel solaio di casa, e non solo. Certo, non si fatica a comprendere quanto il suo si sveli come un giustificabile stratagemma per aggirare le inevitabili perplessità e resistenze del mondo là fuori. Ecco allora venire alla luce due personalità molto intime, anime intrecciate fin dalla tenera età. Maila-Malena si racconta ed allo stesso tempo si de-scrive per gli altri; diviene la cronista di questa sua strana vita.  Del resto, altro mezzo non c’era se non quello di affidare le proprie memorie all’amica migliore, alla parte più terrena di sé; tanto interiore da sentire perfettamente il significato di tutti i fenomeni vissuti e da trovare ogni parola giusta per esprimerli.

Malena, arrivata al traguardo di una età matura, vuole spiegare quanto sia stato difficile, ma anche gratificante, convivere con questo suo essere al di là dello specchio delle intuizioni umane. E Maila, con la sua penna agile, la fa parlare con disinvoltura e non raramente con umorismo. In questo modo, quella che il lettore riceve è una confidenza continua che si arrampica a quattro mani per tutto il libro, mentre ne diviene egli stesso il curioso e stupito osservatore.

È tutto vero quello che si legge, e c’è da crederci. Perché l’autrice è persona generosa, aperta e sincera, padrona di una scrittura scorrevole e confidenziale, cui non fa mancare riflessioni personali tanto toccanti quanto schiette, anche in versi. Sì, perché alla fine di ogni capitolo, una poesia sottolinea il senso di quanto raccontato nelle pagine precedenti. Sono liriche scritte dalla stessa Meini, nel corso degli anni. “Ne ho così tante… che posso permettermi la voglia di sceglierle e regalarne”, fa capire.

E se questa non è generosità…

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