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I sogni che verranno

alablog 2025 Tema 11: Se potessi ricominciare

Se potessi ricominciare… mi viene da sorridere, sembrano le parole pronunciate da due comici mentre conversano canzonandosi a vicenda con frasi fatte e luoghi comuni.
In effetti a pensarci bene non c’è poi così tanto da ridere perché ogni volta che qualcosa non va come nelle aspettative, questa è la frase ricorrente:
“Potessi ricominciare” pensa lo studente a pochi minuti della consegna dell’ultimo compito di matematica, quando si accorge di aver commesso un clamoroso errore e comprende che la promozione a giugno è compromessa; “Potessi ricominciare” si rimprovera l’atleta che in batteria non fa il tempo per disputare la finale nonostante sia il favorito per la vittoria. Si fa questa domanda chi ha lasciato una persona per un’altra quando si accorge che quella giusta era la prima; “Potessi ricominciare” lo dice chi non ha mai voluto mettersi a dieta quando comprende troppo tardi che non riuscirà mai più a rimettere l’abito che preferiva.
Questi sono i miei pensieri mentre ascolto la conversazione tra due donne sedute di fronte a me nello scompartimento del treno.
Una delle due donne sta cercando conforto nell’altra e le racconta che il marito è andato via lasciandola senza soldi, senza lavoro, infischiandosene pure di un figlio di cinque anni che lei dovrà crescere da sola. “Se potessi ricominciare” continua a dire all’altra, la donna bionda con gli occhi verdi gonfi di lacrime, “Ti ricordi? Non ho mai avuto manie di grandezza, non volevo chiedere prestiti in banca, io…io avrei voluto solamente fare la fiorista!”
Mi alzo un paio di minuti prima delle due donne, la stazione di Livorno è vicina; percorriamo il corridoio della carrozza, in silenzio. Osservo lo sguardo indubbiamente stanco della donna bionda che attende accanto a me l’apertura della porta della carrozza, uno sguardo che sembra scrutare visuali lontane e che certamente accompagna mille pensieri che affollano la sua mente.
Sono passati almeno venti anni da quel giorno in treno. Adesso sono in auto e accosto ai margini di una piazzetta per comprare le sigarette.
La tabaccheria è piccola così attendo il mio turno fuori dalla porta; la giornata è splendida il sole è sorto da poco, ma già i suoi raggi intiepidiscono l’aria. Poco più in là una donna dall’aria vagamente familiare avvolge con cura nella carta crespa un enorme mazzo di tulipani bianchi che porge con un sorriso ad un’anziana che se ne va felice del suo acquisto.
La riconosco subito appena vedo quegli occhi verdi muoversi vivacemente da un fiore all’altro nei tanti vasi che sono tutti intorno alle pareti del piccolo negozio.
Sento il bisogno di dirle che l’ho riconosciuta, ma soprattutto sento il bisogno di dirle che sono contenta che alla fine abbia realizzato il suo sogno. Le parlo e le ricordo di quel giorno in treno tanti anni prima. Dapprima è stupita, forse è seccata che una sconosciuta abbia ascoltato della sua vita, poi, senza dire una parola, mi fa cenno di aspettare. Da un vaso sfila una rosa rossa, la più bella, con un gambo lunghissimo, la mette in una scatola trasparente e la confeziona con una coccarda anch’essa rossa e me la porge. Faccio per pagare e le sue mani afferrano la mia e la stringono forte, mi guarda negli occhi e mi dice: “Questa è per te, per i tuoi sogni che verranno”.
Nel cassetto del mobile di noce ho ancora quella rosa appassita; ogni volta che lo apro vedo gli occhi verdi della fiorista e rammento le sue parole.
“Se potessi ricominciare” diceva quella donna sul treno…ebbene lo ha fatto e il suo sogno si è realizzato.
Non so bene se i miei sogni verranno, forse alcuni sono già arrivati e non lo percepisco, ma se veramente potessi ricominciare non sono più tanto sicura su quello che vorrei cambiare, ma di una cosa sono certa: ci sono nella mia memoria miliardi di attimi di vita così intensi ed eternamente amabili che per niente al mondo vorrei rischiare di perdere. “Se potessi ricominciare” vorrei farlo da quella volta in cui corsi nel lettone mentre fuori c’era il temporale, per poter rivedere lo stupore divertito sul volto dei miei genitori, perché avevo almeno venticinque anni. “Se potessi ricominciare” vorrei avvilirmi ancora quando confessai a mio figlio che Babbo Natale e la Befana non esistono e lui pianse perché non si aspettava che la sua mamma per anni gli avesse raccontato una simile fandonia.
“Se potessi ricominciare” vorrei essere in quella stanza del settimo padiglione dell’ospedale di Livorno mentre allatto per la prima volta mia figlia nata prematura, vorrei essere alla laurea dei miei figli, agli orali del mio esame di seconda elementare mentre cerco disperata di capire il suggerimento della mia adorata maestra, vorrei essere sugli spalti di quel campetto di calcio quando mio figlio segnò un goal fantastico, vorrei essere …ecco, ho capito finalmente il mio sogno: vorrei emozionarmi ancora tanto, così intensamente come è stato in tutti quei momenti.
La rosa sarà sempre in quel cassetto ogni volta che avrò bisogno di aprirlo.
“Se potessi ricominciare”…io ricomincio da adesso, voi?


La foto di copertina è opera originale di Elisabetta Lorini.

Elisabetta Lorini


Pubblicato inBlogPronti, attenti, blog! 2025

Un commento

  1. Cristina Quartarone Cristina Quartarone

    Brava,Elisabetta,è bello che tu non sappia se i tuoi sogni sono già arrivati,perché ti si aprono grandi aspettative di vita e questo è positivo!Però quegli intensi momenti che ricordi sono proprio irrinunciabili,per te, si percepisce bene.E allora non stare a tenere la contabilità di quello che di bello ti è accaduto e di quello che speri si realizzi,vivi e viaggia semplicemente col tuo bel bagaglio di emozioni ed esperienze,aspettandoti ancora tante cose belle,mescolate ad alcune meno belle, che ci mettono alla prova e ci fanno scoprire nuovi lati di noi che non conoscevamo, e ci rafforzano. come accade sempre nel nostro percorso sulla terra.Ora è troppo presto per chiudere un bilancio!!

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